Efficacia di Diosmina, Coumarina e Arbutina (LINFADREN®) nel ridurre edema e dolore dopo protesi d’anca o ginocchio
Direzione medica di Omega Pharma
LINFADREN®, prospective study of hip or knee arthroplasty for osteoarthritis
Autori: Andrea Saini, Marco Gramaglia, Simonetta Piano, Alberto Mattioda
Unità di Medicina Riabilitativa Fisica, Ospedale “Beata Vergine Consolata” – Fatebenefratelli, San Maurizio Canavese (Torino)
L’artrosi (OA) di anca e ginocchio è tra le principali cause di disabilità nell’adulto e nell’anziano. L’intervento di artroplastica (protesi) rappresenta la soluzione chirurgica definitiva, ma la fase post-operatoria immediata è spesso complicata da edema (gonfiore infiammatorio), dolore e rigidità articolare. Tali complicanze ostacolano il processo riabilitativo e limitano la mobilità.
L’uso prolungato di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) presenta significativi rischi gastrointestinali, renali e cardiovascolari, specialmente nei pazienti anziani o polipatologici.
Questo studio prospettico, pubblicato sul Journal of Clinical Medicine (2026), ha valutato l’efficacia di Linfadren® (associazione di Diosmina, Coumarina e Arbutina) in aggiunta al trattamento fisioterapico e analgesico standard per ridurre edema e dolore e migliorare la funzionalità articolare di questi pazienti.
Gli sperimentatori del Presidio Ospedaliero Riabilitativo B.V. Consolata Fatebenefratelli di San Maurizio Canavese (Torino) hanno seguito 50 pazienti sottoposti a riabilitazione intensiva post-protesica, integrando il trattamento standard con la combinazione dei tre principi attivi di Linfadren® per 20 giorni.
I risultati emersi parlano chiaro:
- Edema visibilmente ridotto: una contrazione significativa della circonferenza dell’arto operato (p < 0.0001).
- Dolore quasi azzerato: un crollo drastico dell’intensità del dolore (scala NRS) già nelle prime settimane (p < 0.0001).
- Recupero funzionale più rapido: un netto miglioramento della mobilità quotidiana misurata con l’indice WOMAC (p < 0.0001).
Agendo tempestivamente sul microcircolo e sul drenaggio linfatico, i pazienti sono riusciti ad affrontare le sedute di fisioterapia quotidiana con molta più facilità, senza registrare alcun evento avverso o complicanza trombotica.
Un approccio complementare promettente che apre nuove prospettive per ottimizzare la riabilitazione ortopedica in tutta sicurezza.
Per approfondire la metodologia, i dati dei sottogruppi e i dettagli biochimici della tripla sinergia leggi/scarica lo studio completo su Journal of Clinical Medicine.