Secchezza vaginale

 La salute è il primo dovere della vita. Oscar Wilde

La secchezza vaginale è un disturbo piuttosto comune tra le donne, specie in alcuni periodi della vita; circa una donna su quattro soffre di secchezza vaginale.

Ma di cosa si tratta?

Si tratta di un segnale dell’atrofia vaginale, cioè di un assottigliamento della parete della vagina associato a infiammazione. Le cause della secchezza vaginale sono molteplici ma, di frequente, alla base ci sono i cambiamenti ormonali associati al ciclo mestruale, all’invecchiamento, alla menopausa, alla gravidanza e all’allattamento, possono influenzare l’idratazione delle pareti vaginali. Di conseguenza possono insorgere prurito, bruciore, intorpidimento, dolore o lievi perdite ematiche durante i rapporti, urgenza nella minzione e infezioni ricorrenti delle vie urinarie (candida, vaginite ecc.).

Uno dei motivi principali per cui una donna può ritrovarsi alle prese con la secchezza vaginale è, dunque, la ridotta produzione di estrogeni. Ma il problema può affondare le sue radici anche in cause ben diverse, come ad esempio il tipo di detergenti utilizzati per l’igiene intima.

A livello strettamente anatomico, la secchezza vaginale può coinvolgere la vagina o la vulva: è questa la differenza principale che permette di distinguere, rispettivamente, la secchezza vaginale interna (secchezza vaginale propriamente detta) dalla secchezza vaginale esterna (secchezza vulvare).  Appare dunque evidente come questo disturbo possa avere effetti negativi sul benessere generale e psicologico, sui rapporti intimi e sulla qualità della vita di una donna. È quindi importante intervenire con opportuni dispositivi medici già alle prime avvisaglie di secchezza vaginale.

Ma perché la menopausa provoca secchezza vaginale?

Nelle donne in menopausa, l’esaurimento follicolare dell’ovaio, provoca il declino della produzione endogena di estrogeni; la mucosa vaginale diventa più sottile, secca e meno elastica. Perde dunque collagene e capacità di trattenere acqua.

Questo comporta l’atrofia vaginale e va a coinvolgere anche l’apparato urinario femminile, in particolare la vescica e l’uretra. Pertanto, quando ai sintomi della secchezza vaginale (secchezza, bruciore e irritazione) si associano anche sintomi urinari (urgenza, infezioni urinarie ricorrenti), si parla di sindrome (ossia, un insieme di sintomi) genito-urinaria.

 

Dal momento che esistono diverse possibili cause di secchezza vaginale, vi sono altrettanti potenziali trattamenti. Il trattamento d’elezione (laddove sia necessario e applicabile) è certamente quello ormonale. Tuttavia, molti studi randomizzati hanno sollevato preoccupazione per gli effetti avversi associati alla terapia con estrogeni.

Nel trattamento della secchezza vaginale può risultare utile l’uso di gel vaginali lubrificanti e idratanti (anche come coadiuvanti la terapia ormonale) in grado di ripristinare la normale lubrificazione rispettando la flora microbica vaginale e sostenendo la riparazione delle mucose vaginali.

In particolar modo l’acido ialuronico, presente in molti gel vaginali, rappresenta una scelta ottimale per combattere i sintomi da atrofia vaginale in quanto è in grado di contrastare il fisiologico invecchiamento dei tessuti, reidratando la mucosa e contribuendo a restituire elasticità.

 

 

 

Redazione Scientifica Omega Pharma

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