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La Sindrome dell’intestino irritabile, conosciuta come IBS (Irritable Bowel Syndrome), è uno dei disturbi gastrointestinali più comuni. Nonostante non presenti alterazioni strutturali dell’intestino, può influenzare profondamente la qualità della vita, provocando dolore, gonfiore e cambiamenti nelle abitudini intestinali.

L’IBS interessa circa il 10-20% della popolazione e colpisce soprattutto le donne, prevalentemente nella fascia di età tra i 20 e i 50 anni.

Che cos’è l’IBS o colon irritabile?

Il colon irritabile è un disturbo funzionale dell’intestino caratterizzato da sintomi ricorrenti e variabili. Non si tratta di una patologia organica, ma di una condizione in cui l’intestino presenta un’attività alterata, diventando più sensibile e reattivo.

Le patologie funzionali, infatti, sono quelle patologie che presentano disturbi per i quali non si riconosce un danno organico documentabile come loro causa; il loro riconoscimento, la loro collocazione e l’identificazione di una successiva terapia di risoluzione risulta difficile, in quanto gli esami di fisiopatologia utilizzati non sempre rilevano anomalie.

Quali sono i sintomi più comuni del colon irritabile?

I sintomi del colon irritabile possono cambiare da persona a persona, ma i più frequenti includono:

  • dolore o crampi addominali, spesso alleviati dopo l’evacuazione
  • gonfiore e sensazione di pancia gonfia
  • alterazioni dell’alvo: diarrea (IBS-D), stitichezza (IBS-C) o alternanza delle due (IBS-M)
  • senso di evacuazione incompleta
  • presenza di muco nelle feci

La sintomatologia può manifestarsi a ondate, spesso in relazione alla dieta, allo stress o a momenti di particolare sensibilità intestinale.

Inoltre, diversi sintomi sono uguali a quelli che accompagnano svariate condizioni patologiche e si rende dunque necessario escludere queste ultime per poterla diagnosticare.

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Perché si manifesta il colon irritabile? Quali sono le principali cause?

Le cause dell’IBS sono multifattoriali; non esiste un’unica ragione scatenante, ma una combinazione di elementi che influenzano il funzionamento intestinale.

Le cause più rilevanti sono:

  • Alterazioni della motilità intestinalel’intestino può contrarsi troppo velocemente (favorendo la diarrea) o troppo lentamente (favorendo la stitichezza).
  • Iper-sensibilità visceralel’intestino diventa più sensibile anche a stimoli lievi, come la presenza di gas o feci.
  • Disbiosi intestinaleuna riduzione dei batteri “buoni” e un aumento di quelli potenzialmente patogeni possono influire su digestione, fermentazione e infiammazione.
  • Stress e fattori psicologicil’asse cervello–intestino gioca un ruolo cruciale: ansia e stress possono aggravare i sintomi.
  • Infezioni pregresse o intolleranzea volte l’IBS compare dopo una gastroenterite o dopo cambiamenti alimentari drastici.

Il ruolo del microbiota nella Sindrome dell’intestino irritabile

Sempre più studi confermano il legame tra disbiosi intestinale e IBS. Uno squilibrio della flora batterica può:

  • aumentare la produzione di gas
  • favorire processi di fermentazione alterata
  • attivare un’infiammazione lieve ma persistente
  • amplificare la percezione del dolore intestinale

Il riequilibrio del microbiota rappresenta oggi un approccio chiave nella gestione dei sintomi.

Il microbiota intestinale, un sistema microbiologico molto complesso che vive simbioticamente nel nostro intestino, produce continuamente gas; un’eccessiva produzione di gas può indurre una distensione delle pareti intestinali con conseguente propensione al gonfiore addominale e al meteorismo. Come se non bastasse, stress, dieta, malattie infiammatorie croniche intestinali o spiccata sensibilità intestinale, possono essere concausa di un alterato microbiota, di una disbiosi (squilibrio microbico) intestinale tipica dell’IBS.